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martedì 20 novembre 2012

Marmellata di cipolle...ovvero come usare tre diverse ricette e ottenere una delizia!

Qualche tempo fa sull'onda della curiosità avevo chiesto informazioni sulla marmellata di cipolle nel gruppo di Facebook "Great Country House" e come sempre in molti mi hanno risposto...ognuno raccontandomi la sua ricetta preferita...scegliere era impossibile, avevo due possibilità...fare tutte le ricette e scoprire quale era la migliore, riempiendomi però la casa di marmellata di cipolle, oppure provare a creare una mia personalissima ricetta unendo un po' tutte quelle che mi erano state consigliate! Secondo voi... cosa posso aver fatto?!!? Ovviamente ho scelto la seconda possibilità e...che spettacolo di marmellata che ho ottenuto!!
Ok...siete tutti invitati a mangiare pane formaggio e marmellata di cipolle...tanto lo Smaro non gradisce questi gusti troppo esotici!
Ingredienti in pentola prima della macerazione
Ingredienti:
  • 1 kg di cipolle di tropea sbucciate
  • 200 gr di miele di castagno
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 1 mela (ho usato una golden, ma secondo me ci starebbe bene anche una renetta)
  • 2 limoni (succo)
  • zenzero fresco
  • uva passa
  • pinoli
Sbucciate le cipolle e tagliatele a metà. Mettetele in ammollo in acqua fredda e lasciatele riposare per un'ora. In questo modo quando le taglierete a fettine verserete qualche lacrima in meno! Per affettarle io ho usato un tagliaverdure manuale preso qualche anno fa alla Lidl che mi ha di molto velociazzato il lavoro...sennò armati di pazienza prendete il vostro coltello e tagliate a fettine sottili le cipolle, mettendole in una pentola abbastanza capiente. Sbucciate la mela e tagliatela a piccoli cubetti insieme alla cipolla. Pelate una mezza radice di zenzero e mischiatela agli altri ingredienti insieme a una manciata di uva passa. Versate il miele di castagno e lo zucchero di canna sul tutto. Spremete i limoni e versate il succo sopra a tutto. Appoggiate un coperchio sulla pentola e dimenticatevi che esista per almeno 12 ore (sarà un po' difficile perchè le cipolle in macerazione riempiranno la cicuina del loro caratteristico profumo).
Ingredienti in pentola dopo una notte di macerazione
Passato questo periodo noterete che si è formato un bel succo sul fondo della pentola. Accendete il gas e lasciate cuocere a fuoco medio per un'oretta circa, mescolando di tanto in tanto perchè non si attacchi. Quando le cipolle saranno completamente ammollate la marmellata è pronta!Aggiungete un sacchettino di pinoli quando è ancora bollente invasate in piccoli barattoli (ricordate che è una specie di salsa da servire con i formaggi), tappatli e capovolgeteli. Quando si saranno raffreddati avvolgeteli con degli stracci e metteteli in una pentola piena d'acqua. Portate a ebollizione per almeno 20 minuti, poi spegnete e lasciate raffreddare...sentirete i tappi scoppiettare, vorrà dire che il sottovuoto di è formato e che la vostra marmellata si conserverà a lungo! Se preferite la marmellata senza pezzi potete darle una frullatina a cottura avvenuta, aggiungendo dopo uva passa e pinoli.
L'ho mangiata da sola sul pane ed è meravigliosa...l'ho provata con un formaggio erborinato, ma dolce, di capra ed è ottima, l'ho provata su un pecorino e mi è piaciuta...ma la fine del mondo è con un erborinato deciso di mucca... impareggiabile!
Ora... se volete venire a merenda a casa mia vi aspetto!
Marmellata di cipolle spalmata su pane cafone lievitato con pasta madre....una delizia!

sabato 22 settembre 2012

Pan brioche per il papà! (con pasta madre)

Rieccomi! Sono rientrata dalle ferie ormai da 20 giorni, ma scrivere un post è stato fino ad oggi un lusso che non riuscivo a permettermi...riordina il materiale da campeggio, comincia a preparare la casa per il freddo che tra poco arriverà, concentrati sul lavoro, insomma fino ad oggi non son riuscita a concedermi il piacere di raccontarvi dei miei ultimi pasticci, anche se, ho fatto un sacco di bozze di post e un sacco di foto...per cui preparatevi...a breve arrivaeranno un po' di ricette, idee, pasticci di tutti i generi!!
Comincio con la ricetta per una colazione super golosa per babbo Smaro, che ho trovato sul gruppo facebook "la pasta madre" (che consiglio a tutti i cultori di pasta madre e non perchè è pieno zeppo di ricette golosissime!)
Questa ricetta è proposta da una delle iscritte e io l'ho realizzata usando Guendalina, che nonostante sia rimasta in frigo per 15 giorni mentre eravamo in ferie, non mi ha tradita e continua a dare il meglio di sè!
Occorrente:
  • 180 gr di pasta madre solida (120 di PM liquida)
  • 200 gr di farina manitoba (ma io ho usato la 0 che avevo in casa)
  • 200 gr di farina 00
  • 40 gr di zucchero (secondo me è meglio metterne 70/80 se si vuole fare un pane un po' più dolce adatto alla colazione)
  • 70 gr di burro morbido
  • 220 ml di latte con PM solida (200 ml con PM liquida)
  • 3 tuorli (ma non buttate gli albumi mi raccomando! Metteteli in una ciotolina e se nn avete tempo subito riponeteli in frigo coperti)
  • un cucchiaino di miele o di malto
  • mezzo cucchiaino di sale
  • scorza grattugiata di un limone non trattato
Per l'impasto io ho utilizzato la macchina del pane per praticità, ma si può tranquillamente fare anche a mano.
Mettere latte e pasta madre nella macchina del pane e far sciogliere per bene, aggiungere i tuorli d'uovo sbattuti e lasciare che il tutto si mescoli per bene, aggiungere il miele o il malto e piano piano la farina e la buccia grattugiata di limone. Dopo qualche minuto il sale e dopo qualche minuto ancora il burro tagliato a piccoli dadini. Lasciare che la macchina del pane lavori l'impasto per tutto il tempo previsto dal programma
 (se si impasta a mano impastare finchè non si ottiene un risultato liscio e omogeneo). Lasciar lievitare per un paio d'ore in luogo tiepido (io l'ho lasciato dentro la MDP. Preparare una teglia da plumcake.
Lavorare delicatamente l'impasto fino a fomare un filone lungo il doppio della teglia, piegarlo in due e lasciarlo lievitare per una decina d'ore (controllate anche ad occhio come procede la lievitazione) coperto con un canovaccio. Trascorso il giusto tempo accendere il forno e portarlo a 200°, possibilmente mettendo una teglia con dell'acqua sul fondo (il vapore aiuta a mantenere una consistenza morbida), mentre si aspetta che arrivi in temperatura, la ricetta originale dice di spennellare con una miscela di tuorlo e latte e cospargere con la granella di zucchero, ma io ho provato a spennellare con una piccola parte dell'albume avanzato e cosparso con zucchero di canna... Finiti gli ultimi ritocchi cuocere per 25 - 30 minuti, abbassando la temperatura a 190° verso fine cottura.

Il commento dello Smaro alla prima fetta (ovviamente mangiata ancora calda) è stato: "ma ha lo stesso gusto delle brioches del panettiere di quando ero bambino!! è buonissimo!"
Ricetta promossa, con richiesta di replica settimanale!!

Ah...dimenticavo...per gli albumi avanzati che vi ho detto di non buttare arriva presto una ricetta velocissima per trasformarli in una delizia (che a casa mia è finita in circa 10  minuti spazzolata dalla ma bimba solitamente poco propensa ad assaggiare cose "particolari"



giovedì 26 luglio 2012

La guerra della marmellata...ovvero dolce o leggermente aspra?

I Ramasin di Saluzzo
Dovete sapere che da quando siamo sposati io e mio marito tutte le estati facciamo la marmellata di ramasin (piccole susine molto dolci tipiche della provincia di Cuneo) e ogni anno facciamo una piccola guerra sullo zucchero, che termina regolarmente con un pareggio...ovvero lui si fa la marmellata terribilmente zuccherosa per suo uso e consumo e io, che amo i gusti un po' più aspri mi tengo da parte un paio di chili di frutta per fare i miei esperimenti.
Quest'anno abbiamo ricevuto in regalo, oltre ai consueti ramasin, anche due cassette di albicocche che mio marito si è precipitato a trasformare in marmellata (lui tolte le pesche, le mele, le fragole e le banane non mangia frutta cruda)...son riuscita a rubargliene circa tre kg di cui 1 kg è finito nella mia pancia golosissima di frutta estiva e il restante ho dovuto convertirlo in marmellata per evitare di fare un'indigestione!
Oggi vi racconto i nostri due differenti processi di "marmellificazione"... così potete scegliere a seconda che preferiate una marmellata superdolce o una marmellata che conserva il gusto della frutta (sì lo so che sono di parte...ma d'altronde il blog è mio!)

Procedimento dello Smaro
Ingredienti (quantità minima di marmellata, bastante per meno di 6 mesi delle sue colazioni, quindi da raddoppiarsi con seconda serata di produzione...abbiamo una sola pentola capiente...)
  • 4 kg di ramassin (o albicocche) disossati
  • 2 kg di zucchero
  • 1 limone (succo e se non trattato qualche scorza)
Disossando la frutta metterla direttamente nella pentola e, raggiunti i 4 kg, mettere sul fuoco vivace, girando di tanto in tanto per evitare che attacchi sul fondo, per circa mezz'ora. A questo punto con il frullino ad immersione frullare il composto ed aggiungere lo zucchero e il succo del limone. Continuare la cottura per circa due ore, due ore e mezza a fuoco medio giarndo di tanto in tanto il composto per evitare che si attacchi al fondo, si bruci. Verificare la consistenza della marmellata con il trucco della goccia (versare una goccia di marmellata su un piattino e aspettare che si raffreddi, provare a girere il piattino e vedere se la marmellata cola ancora o se si è solidificata, in questo secondo caso è pronta!). Mettere la marmellata bollente nei vasetti precedentemente sterilizzati, chiuderli ermeticamente e metterli a testa in giù a raffreddare, Portare in cantina e servire a colazione tutte le mattine con un pezzo di pane rustico o con una fetta di pan brioches.

Procedimento della Fra
(sperimentazione senza pectina)

I Ramasin con lo zucchero di canna e il limone
aspettano il giusto tempo di marinatura
 Ingredienti (quantità massima utilizzata di frutta avanzata dal procedimento di Smaro)
  • 2 kg di ramassin (o albicocche) disossati
  • 400 gr di zucchero (quest'anno ho provato a farla con lo zucchero di canna)
  • 1 limone
Disossando la frutta metterla direttamente nella pentola fino a raggiungere i 2 kg ( o meglio fino a finire gli avanzi di frutta del marito). Versare sui ramassin (o sulle albicocche) lo zucchero e mescolare leggermente. Prendere il limone, se non trattato chimicamente, togliere qualche scorza e metterla insieme con la frutta, poi spremere il succo con uno spremi agrumi e versare sul composto di frutta e zucchero. 
Le albicocche marinate finiscono sul fuoco

Mettere in frigorifero la pentola per una notte (alle volte anche un po' di più...dipende dai turni di lavoro...), trascorso il tempo mettere la pentola sul fuoco e lasciar cuocere la composta per circa 45 minuti, poi fare la prova della goccia per verificare la consistenza. Se è cotta a puntino vesare ancora bollente nei barattoli, chiudere ermeticamente e capovolgere fino al raffreddamento. Portare in cantina (in luogo ben definito e lontano dalle preparazioni dello Smaro) e utilizzare per farcire crostate domenicali (io non mangio mai la marmellata a colazione), per provare a preparare merende sane alla figlia (che onor del vero non mangia alcuna schifezza, ma pure rifiuta qualsivoglia genere di frutta e verdura), per le colazioni della sorellina in visita (anche per lei la marmellata dello Smaro è troppo dolce), come regalo per le amiche o come merce per i miei baratti!

Bene, adesso sapete tutti, che ogni estate a casa della MammaFra riparte la guerra fredda della marmellata... giudicate voi quale sia il miglior procedimento... tanto io resto della mia idea (ma sperimento ogni anno nuovi percorsi per arrivare alla marmellata perfetta) e lo Smaro pure (lui è un mulo e, cascasse il modo, non accetterà mai di fare in modo diverso!)

Ah..dimenticavo...a breve mi lancio con la marmellata di mirtilli visto che ora si trovano a buon prezzo al mercato, ma per quella la ricetta è un po' diversa e temo dovrò usare moooooolto zucchero!

mercoledì 18 luglio 2012

Salvietta pulisci-bebè fai da te super riciclosa

Oggi faccio un piccolo salto nel passato e torno a circa tre anni fa per raccontarvi come ho risolto un annoso probelma che mi tormentava... (dai son sincera... non è che non ci dormissi la notte... è solo che volevo trovare una soluzione a costo pressochè zero... e ora con calma ve la racconto...)
I miei amici sanno che, quando la mia bimba era piccola, ho usato per lei pannolini lavabili e che ne sono rimasta così entusiasta da rompere le scatole a chiunque io conosca perchè cominci a usarli e da diventare socia di NonSoloCiripà, l'associazione dei genitori cha usano (e promuovono) pannolini lavabili (prima o poi vi racconterò di questa mia fantastica esperienza)...
il materiale di riciclo che ho trovato:
una pezza di pile 
un vecchio asciugamano di spugna di cotone
Il mio problema però era che mi sembrava un contro senso usare pannolini lavabili e poi al cambio gettare via quintali di salviette umide...così come sempre son andata alla ricerca di soluzioni alternative ed economiche e ho trovato delle bellissime pezze Ikea a un prezzo super conveniente, ma a colpirmi un sacco sono state delle salviette della Fuzzybunz che da un lato erano in maglina di cotone e dall'altro in pile...bellissime, ma...carissime!
Così ho pensato che avrei potuto fare qualcosa di simile riciclando quello che avevo a disposizione in casa.

Fissare con degli spilli il cartamodello alla stoffa e tagliare a filo

Sono andata a rovistare nell'angolo delle stoffe e degli scampoli: sapevo di avere del pile bianco! Ma cosa usare per il lato in cotone? mentre ci stavo pensando mi è capitato per le mani un asciugamano di spugna che aveva visto giorni migliori ma che era ancora morbido... così... beh ho pensato di usare quello!  
Reduce dal corso di cucito creativo ho disegnato un "cartamodello" della salvietta, ritagliando nella carta velina un quadrato di 20 cm per lato (la dimensione che per me era perfetta per una salviettina), che ho poi fissato con gli spilli sulle due stoffe sovrapposte (ma fatelo solo se avete delle buone forbici, sennò meglio tagliare un pezzo di stoffa alla volta come si vede nella foto).
Ho ritagliato seguendo i bordi, ottenendo due quadrati uguali, uno di pile e uno di spugna che poi ho fissato tra di loro con degli spilli perpendicolari al bordo (al corso di cucito creativo ho imparato questa veloce tecnica per imbastire le cose senza doverle cucire... nn me ne vogliano le vere sarte!).
I due pezzi di stoffa ritagliati e pronti per essere cuciti insieme
i due quadrati di stoffa "imbastiti" con gli spilli
 A questo punto non mi restava che tirar fuori la mia macchina da cucire per finire la mia opera... ma... che punto utilizzare? Siccome non avevo voglia di mettermi a fare l'orlo alla spugna ho usato il punto zigzag sui quattro lati e poi per rendere solidali le due stoffe son tornata al punto normale e ho cucito le due diagonali e...voilà la mia salvietta pulisci-bebè era bell e pronta! 
Ovviamente per riprodurla si possono usare anche altri materiali, come per esempio magliette di cotone in disuso o canovacci da cucina che si possono accoppiare al pile o alla spugna, l'unico accorgimento che vi consiglio è di verificare sempre che il materiale che si sceglie non scolori!

la salvietta finita lato pile e...
E adesso... buon riciclo a voi!
...lato spugna







sabato 7 luglio 2012

da una inutile bottiglia di plastica a.... barattolino!

Finalmente ho una bottiglia di plastica per farvi vedere come si fanno i barattolini che vi sono piaciuti tanto nel post sul burro-cacao.
Partiamo dall'occorrente...






Come vedete nella foto bastano:
  • un paio di forbici
  • una bottiglia di plastica (in questo caso è una da mezzo litro, ma vanno bene anche quelle grandi, tanto ci servirà solo la parte alta)
  • due tappi di bottiglia a vite
  • eventualmente del silicone per sigillare il fondo (consigliato se si fanno i vasetti più grandi con le bottiglie del latte, non indispensabile per questi piccoli contenitori)
  • colla a caldo o etichette adesive (facoltativo)





E ora passiamo all'azione...



Tagliare il collo della bottiglia




Rifilare bene il collo della bottiglia tagliandolo esattamente dove inizia ad allargarsi.
Attenzione, la plastica in quel punto è molto dura!
Non fate fare questo lavoro ad un bambino e usate delle forbici taglienti!



Quando il bordo che avete tagliato è regolare e rifinito, mettete il tappo dal lato con la vite
 (meglio usare per questo il tappo originale della bottiglia)



A questo punto appoggiate il secondo tappo sul lato tagliato,
cominciate a fare pressione perchè si incastri con il collo della bottiglia.
Nel caso proprio non voglia entrare rifilate ancora un pochino il bordo e riprovate.
Se si incastra, ma non scende fino in fondo,
girate il vasetto, appoggiate il lato con il tappo riottoso sul tavolo e fate forza sul tappo avvitato.




Ecco il vasetto finito e pronto per essere riempito!

In questo momento sono un po' a corto di strumenti aggiuntivi, ma una volta preparato questo contenitore si può decorare il tappo avvitato con perline o simili incollate con la colla a caldo oppure si può semplicemente appiccicare un'etichetta che ci ricordi cosa c'è dentro.
A cosa può servire un contenitore così piccolo? Beh, io l'ho usato come contenitore per il burro cacao, ma può essere un comodo porta pillole da borsetta, può servire per mettere i bottoni piccini nella scatola da lavoro o... Spazio alla fantasia!!!
E non dimenticate che il resto della bottiglia che avete utilizzato può ancora esservi utile... a cosa?! Beh...potrebbe diventare tante cose... orecchini, decorazione per la casa, portapenne, bicchiere per gli acquerelli dei vostri bimbi, vaso, porta vaso, innaffiatoio occasionale in ufficio.... Appena ho le foto di un po' di questi usi alternativi prometto che ve le posto... voi intanto fate galoppare la fantasia e proponetemi qualche utilizzo alternativo!!!

mercoledì 16 maggio 2012

Pranzo Goloso...ma sano! Un'idea veloce per mangiare sano, ma con gusto!

Ciao... in questi giorni lo spazio per la mia creatività è davvero limitato per cui non posso sbizzarrirmi troppo... stamattina però avevo voglia di mangiare qualcosa di buono e sfizioso...ma siccome devo stare attenta a quello che mangio e seguire una dieta, molto equilibrata e libera, ma ovviamente ipocalorica non potevo strafogarmi di schifezze... per cui sono andata dalla mia amica verduraia a km 0 e mi son guardata intorno... finalmente cominciano a comparire verdure un po' più allegre di quelle invernali! Mi son comprata un mazzo di ravanelli, una testa di insalata e un sedano (i pomodori li aveva finiti! E poi non sono ancora un granchè). Come inizio non è particolarmente allettante direte voi... ineffetti... non avete tutti i torti! Ma a casa ho lavato l'insalata (che era una lattuga croccantina) ho affettato i ravanelli e tagliato il sedano (tutto eh...anche le foglioline)...poi ho preso un po' di olive verdi e un po' di olive nere, cipolline sott'aceto (e non sono vietati dalla dieta...solo da usare con moderazione!) e le ho messe a dare un po' di allegria... poi avevo  previsto  di mangiare lo speck (80 gr per la precisione) e mi è venuta l'idea di tagliarlo a striscioline sottili sottili direttamente nella mia mega insalata... E per condire 10 gr di olio (ne ho 30 al giorno, ma spesso li avanzo) e come chicca qualche goccia di salsa di soia (non dovrei più mangiare soia per problemi alla tiroide, ma ogni tanto faccio un piccolo strappo alla regola perchè adoro la salsa di soia)!
Ma da bere?? Con un'insalata così sfiziosa ci voleva qualcosa di altrettanto gustoso... e allora... che c'è di meglio di un bel bicchiere di kefir d'acqua?
Ed ecco a voi il mio pranzetto goloso!
P.S. A breve sarà il mio orto sul bacone a fornirmi le verdure per questa ricetta! Vi devo postare le foto di come è diventato rigoglioso!

martedì 15 maggio 2012

Lievito Madre... come fare?! Ecco la storia di Guendalina, la prima delle mie due paste madri.

Se avete letto qualcuno dei miei post, forse già sapete che a casa mia si usa la pasta madre come lievito per preaparare pane, pizza e dolci... Oggi, illuminazione celeste, mi son resa conto che però ancora non vi ho raccontato nulla del mio lievito madre!
Circa una anno e mezzo fa, quasi per scherzo iniziai una specie di sfida con un collega... ottenere in casa la madre del lievito per panificare...Tutti e due ci siam messi alla ricerca di un metodo per ottenerle e... beh, devo dire che la sfida, almeno in un primo tempo la vinse lui... io continuavo a fare esperimenti, ma a me sta farina proprio non ne voleva sapere di mettersi a lievitare... Così mi sono intestardita e, per la disperazione di mio marito, non ho voluto smettere di provare finchè non ho ottenuto quel che volevo!
Guendalina al rinfresco
Ovviamente per trovare la "ricetta" giusta ho girato molto per il web e ne ho provate parecchie con scarso successo... Alla fine quella che poi mi ha dato la mia amata pasta madre numero 1...è stata la ricetta delle sorelle Simili presa su La ricetteria.
In pratica per far partire la prima lievitazione occorrono 200 gr di farina 0 (è consigliata la farina 0 perchè ha facilità di lievitazione), 100 gr di acqua (meglio se di bottiglia se l'acqua di casa vostra è dura) e 1 cucchiaino di miele, si impasta il tutto fino ad ottenere una palla di pasta e poi la si ripone in un barattolo di vetro, meglio se stretto e alto (e mi raccomando che sia di vetro e non di plastica!), coperto, ma non chiuso ermeticamente... è importante che passi un po' di aria per favorire la fermentazione degli zuccheri...
Guendalina rinfrescascata
Passate 48 ore si fa il primo rinfresco della vostra Pasta Madre ovvero si prendono 100 grammi dal primo impasto (il resto lo si butta), si agiungono 50 gr di acqua e 100/110 gr di farina, si impasta il tutto (consiglio di sciogliere il primo impasto nell'acqua e poi aggiungere la farina) fino ad ottenere un nuovo impasto sodo, si ripone il tutto nel barattolo di vetro e lo si lascia riposare per 24 ore per poi procedere a un nuovo rinfresco... la vostra pasta madre in embrione dovrebbe, già dopo il primo rinfresco fare delle piccole bolle dentro e cominciare a crescere un pochino... per sapere se effettivamente cresce il modo migliore è fare una tacca con un pennarello indelebile sul vostro barattolo di vetro in corrispondenza dell'altezza dell'impasto... se cresce lo si vedrà a colpo d'occhio! Se però ancora non succede nulla...  non disperate! Fate il secondo rinfresco e vedete che succede... se ancora non succede nulla... beh dopo altre 24 ore fatene un terzo... a questo punto la pasta madre dovrebbe essere partita... se così non fosse, mi sa che dovete ricominciare da capo proprio come ho fatto io!
Guendalina torna a casa per poter lievitare
Uno dei motivi per cui la vostra pasta madre potrebbe non essere partita bene è il freddo.. purtroppo per far fermentare i batteri ci vuole una temperatura di circa 20° C!! Per cui vi consiglio di fare l'esperimento o in estate con il caldo o in inverno con il riscaldamento acceso!
Man mano che rinfrescate la vostra pasta madre, questa prenderà forza e vita, ma è importante sapere che più una pasta madre è vecchia e più è buona, per cui non vi spaventate se le prime volte che userete la vostra pasta madre il risultato non vi soddisferà troppo...
Per i primi utilizzi è consigliabile non lanciarsi su prodotti che richiedano un'eccessiva lievitazione, per cui l'ideale è fare grissini o al massimo una pizza... c'è chi consiglia l'utilizzo di un pizzico di lievito di birra aggiunto all'impasto per aiutare il neonato lievito naturale e ineffetti all'inizio può essere veramente utile per non farsi scoraggiare, ma non ditelo a chi è un cultore della lievitazione naturale perchè inorridirà di sicuro!
Quando la vostra pasta madre avrà preso corpo non sarà necessario rinfrescare tutti i giorni, basterà farlo una volta ogni 4 o 5 giorni a meno che voi non abbiate bisogno di usarla più di frequente. E tra un rinfresco e l'altro la potrete tenere in frigo utilizzando un picccolo accorgimento, ovvero, dopo il rinfresco lasciatela per qualche ora fuori in modo che si inneschi il processo di lievitazione, poi riponetela, ma lasciando sempre il barattolo un po' aperto per farla respirare
Guendalina lievita...il segno nero è la tacca di riferimento
Quando vorrete usare vostro lievito naturale dovrete ricordarvi di raddoppiare le dosi al rinfresco fino ad averne a sufficienza per la vostra preparazione, per cui anzichè rinfrescare 100 gr, sarà utile rinfrescare 200gr di pasta madre con 100 gr di acqua e 200/220 di farina ed eventualmente con un successivo rinfresco raddoppiare ancora le dosi (400 gr - 200 ml - 400/440 gr).
Tenete presente che per  ottenere una pagnotta di circa 1 kg occorrono 250 gr di lievito madre, a cui si aggiungeranno 300 ml di acqua e 6/700 grammi di farina (lo stesso impasto base lo uso anche per la pizza),. Quindi calcolate che se volete fare i kg di pane avrete bisogno di 250 gr di lievito per l'impasto + 100 gr da tenere da parte per non perdere la vostra madre!
E se dopo aver letto il mio lungo sproloquio vi è passata la voglia di fare questo esperimento... beh, contattatemi! Guendalina (questo è il nome che ho affibbiato alla mia pasta madre) è prolifica e le piace che i suoi figli se ne vadano in giro per l'Italia... per cui... se volete evitare di fare questo esperimento e vi piacerebbe avere in casa un qualcosa che vi ricordi me... beh son disponibile a farvi avere un pezzettino della mia Guendalina!!
P.S. Per chi si stesse chiedendo che fine hannofatto il mio collega e la sua pasta madre... beh lui dopo un po' ha trascurato il suo lievito e si è rivolto a me per averne di nuovo!!! XD


lunedì 27 febbraio 2012

Dado vegetale in padella

Uhm... stasera le mie amiche del gruppo "riciclo con scambi e baratti" parlavano di dado vegetale e mi sono ricordata di questa ricettina che da un anno uso per fare il dado vegetale... l'ultima volta ne ho fatto davvero troppo e ho regalato dado a chiunque mi capitasse a tiro... No tranquilli... non ne ho più molto... se venite a trovarmi non ve lo rifilo! Promesso!
Ma... perchè mai farsi il dado in casa? Non è tanto più comodo quello che si compra al supermercato???? Certo quello già pronto è comodo e veloce, ma cosa ci sarà mai dentro? Personalmente non ho mai pensato che fosse non essere il massimo, ma da internauta ne ho lette di cotte e di crude e mi è passata la voglia di usarlo!! Così sono partita alla ricerca di una ricetta e ne ho trovete tantissime.... Da buona pasticcione che ho fatto...beh le ho mixate un po' tutte!
Son partita da quella che ho travato sul blog Depuriamo... e in corso d'opera l'ho ritoccata un po' a mio piacere!
A ognuno di voi la fantasia di aggiungere, togliere e spostare gli ingredienti... un'unico accorgimento... il sale deve restare un punto fermo!


RICETTA DADO VEGETALE

Ingredienti

2oo gr. di sedano,
2 carote,
1 cipolla,
1 pomodoro,
1 zucchina,
1 spicchio d'aglio,
1 foglia di alloro,
poche foglie di basilico,
salvia,
rosmarino,
1 ciuffo di prezzemolo,
1 cucchiaio d'olio extravergine,
210 gr. di sale grosso,
facoltativo: 2 cucchiai di maizena (farina di mais in vendita nel reparto "cose per dolci").

Procedura

Tritare tutte le verdure finemente, unire il sale, l'olio, porre in una pentola larga e bassa a fondo spesso o, meglio ancora, in una pentola di coccio, portare ad ebollizione e poi lasciar cuocere a fuoco lento per almeno 90 minuti senza aggiungere acqua.
A cottura ultimata tritare di nuovo finemente con il minipimer e far cuocere per qualche altro minuto per addensare maggiormante il composto.
La maizena non è necessaria dal punto di vista degli ingredienti, dona solo una consistenza più solida alla preparazione ( a me piace di più).
Il composto ottenuto si versa in barattoli di vetro (sono ottimi quelli degli omogeneizzati!) e si conserva in frigo, dura 3 mesi e oltre se ben conservato, ma lo si può anche congelare aumentandone la durata.
Per minimizzare le possibilità di deterioramento è bene utilizzare sempre un cucchiano pulito quando si estrae una parte di dado, ed è utile suddividere il composto ottenuto in 3-4 vasetti piccoli piuttosto che in uno grande. In questa maniera se ne apre uno alla volta e quelli sigillati si conservano meglio.

 E adesso...guai a chi non si fa il dado vegetale in casa!!!

P.S. Esiste anche una ricetta per fare il dado di carne in casa...ma non l'ho ancora sperimentata perchè in genere preferisco usare quello di verdura un po' per tutto!

martedì 31 gennaio 2012

Crema multi-uso lavanda e karitè


Ieri sera colta da improvviso prurito alle mani e dalla voglia di fare qualcosa di nuovo sono andata a rileggermi sul blog de "La regina del Sapone" la ricetta della Cold Cream che avevo letto qualche tempo fa e ho pensato di variarla un po' in base alle cose che avevo a disposizione e all'ispirazione del momento... così, scartabellando dentro lo sgabuzzino ho trovato l'olelito di lavanda in olio di girasole spremuto a freddo, nel frigo ecco il barattolo del burro di karitè, in testa le parole di un'amica che mi diceva che non le piace il suo odore e così non riesce proprio ad usarlo... e allora ecco la ricetta che piano piano esce di prepotenza dalle mie mani:
- 13 grammi di cera d'api
- 27 grammi di oleolito di lavanda
- 27 grammi di burro di karitè
- 33 grammi di acqua di lavanda bio
- 20 gocce di o.e. di lavanda 
Come descritto dalla mitica Liliana Paoletti, ho sciolto i grassi in un pentolino a bagnomaria, poi ho aggiunto l'acqua e cominciato a frullare col mio frullino da cappuccino fino a che non ha cominciato a diventare un po' più consistente. A questo punto ho aggiunto l'olio essenziale di lavanda e frullato ancora un po'... e... beh...mi si è rotto il frullino!!! Per cui ho continuato con un cucchiaino ogni tanto come nella ricetta originale. Stamattina ho messo nei barattolini (quanti me ne hanno mandati le mie amiche del gruppo "riciclo con scambio e baratti" di facebook!)...ed ecco qui la mia crema super profumata! Lascia le mani morbide, morbide... stasera la proverò sui miei piedi pieni di duroni e magari pure sul resto del corpo... vi saprò dire che effetto fa! Ah... se non riceverete più mie nuove potrebbe essere che la crema mi abbia disciolta nell'etere, ma è più facile che mi sia semplicemente dimenticata di aggiornare il blog!!!!!