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Visualizzazione post con etichetta crisi economica. Mostra tutti i post
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sabato 29 marzo 2014

Da un inutile sacchetto di plastica a.... calamite per le tende!

Sono mesi che trascuro il blog e voi che mi seguite... lo devo dire, ho avuto un blocco creativo! 
Non so se perchè sfiduciata da un paio di esperienze negative o perchè mandata in loop dalla mia tiroide capricciosa o forse solo per via della mia patologica incostanza... ma ora la primavera mi ha svegliata e sono piena di idee che come sempre non riuscirò a realizzare per mancanza di tempo! 

L'altro giorno una delle mie calamite fatte con le bottiglie di plastica si è scollata e anzichè aggiustarla ho deciso che era ora di sostituirla con qualcosa di nuovo! 

Il bello del riciclo è che quando ti stanchi di qualcosa puoi sostituirlo a costo zero! 
Mumble, mumble... le rotelline del mio cervello un po' arrugginite si sono messe in moto e come un flash mi sono venute in mente le decorazioni di Natale di cui avevo scritto sul bbmag! 

Per seguire le mie elucubrazioni mentali vi serviranno:


  • sacchetti di plastica bianchi (non in mater-bi)
  • cartoncino
  • nastrino di raso altro 1 cm (calcolate circa 20 cm per calamita)
  • colla forte a presa rapida 
  • bomboletta spray di vernice (o colla vinilica e porporine)
  • coppie di calamite
  • matita
  • forbici


Detto fatto ho recuperato qualche sacchetto di plastica bianco e mi son messa al lavoro per creare la fettuccia come con le t-shirt, poi come per le palline di Natale ho creato dei ponpon. Su del cartoncino di riciclo (era la base della confezione della colla) ho ritagliato un cerchio del diametro di una moneta da 2 euro per ciascun ponpon.

A questo punto ho appiattito metà del ponpon e con la colla forte a presa rapida (tipo Attack per intenderci) ho incollato i cerchietti di cartoncino, su cui poi ho incollato il nastro di raso e la prima calamita.

Verificata la polarità dei magneti (se sbagliate il verso di montaggio delle calamite, non riuscirete ad usarle!) ho incollato la seconda estermità del nastro di raso sul retro della seconda calamita.

Poi armata di bomboletta di vernice spray ho colorato e steso il tutto (avendole già montate ho potuto appenderle ad asciugare senza problemi!)
Un paio d'ore e il mio soggiorno ha un piccolo tocco di novità!


martedì 17 dicembre 2013

Sapone fai da te... un'altra idea regalo!

A sorpresa un mese fa un'amica mi ha chiesto se potevo aiutarla con i regali di Natale... essendo lei una bravissima creativa (andate a vedere la pagina di Charline su facebook) la cosa mi ha stupito un po' finché non mi ha spiegato in che cosa potevo esserle utile!
Aveva pensato di regalare piccoli saponi a tutte le sue amiche e sapendo dei miei spignatti le è venuto naturale chiedere a me... almeno era sicura di cosa avrebbe regalato... detto fatto... o quasi!
Innanzitutto le rotelline della mia testina hanno cominciato a girare per trovare la giusta ricetta e il giusto formato per questo pensierino... sapone alla calendula, no...sono senza oleolito...sapone all'arancia,no... le scorzette essiccate sono finite... sapone alla lavanda... Sì!  Ho tutto quello che mi serve... è poi... uhm... cioccolato??....no non mi ispira.... molto meglio.... Sapone al caffè! Lavanda rilassante.... caffè energizzante!  Un sapone per la sera ed uno per il mattino! Mi piace come idea!
 E allora comincio a spignattare... la mia cucina diventa un laboratorio chimico... il mio soggiorno un essiccatoio per saponi!
Ancora una volta ringrazio la fantastica Decori D'arte e la mitica Lucia (o forse sarebbe meglio dire il mitico Ugo) che con pazienza hanno costruito per me due stampi in legno meravigliosi.
Mentre il mio frullino lavora al miracolo della saponificazione sento la mancanza di Luci che da un paio di anni è la mia compagna inseparabile di spignatti.... ma stavolta i nostri giorni di riposo proprio non coincidono (Mannaggia a chi fa i turni...) e io devo fare in modo che tutto sia pronto per Natale...anzi un po' prima! 
Il sapone è al calduccio e aspetta di solidificare dentro lo stampo...domani si taglia!
Eccoli...lavanda e caffè... appena sformati e pronti al taglio... dovrei prendere la taglierina per fare forme perfette... no... non sono da me... meglio andare a mano libera e lasciare che ogni saponetta sia diversa da sua sorella!
Le lascio stagionare sulla graticola dell'essicatoio ovviamente sul tavolo del mio soggiorno.... e se arrivano ospiti.... beh mi conoscono  e sicuramente non si formalizzeranno! 
Il tempo passa e i miei saponi sono pronti per essere confezionati... ma come??
Pensa che ti ripensa... MammaFra ha uno dei suoi punti fermi nel riciclo e quindi.... sacchetti del pane erano da mesi fermi in una scatola... questo era sicuramente l'utilizzo perfetto!  I saponi nella carta continuano a respirare e si mantengono meglio!
Forbici... un po' di rafia per i fiocchetti... cartoncino su cui stampare la ricetta... et voilà!  Dopo qualche oretta di lavoro supportata dalla piccola Pulce ecco i miei mignon di sapone pronti a partire!
Spero che la mia committente sia soddisfatta del lavoro... per me, come sempre, saponificare è stato un momento di relax... uno scacciapensieri terapeutico!  E ideare e realizzare i pacchettini è stato divertente!  Per cui non mi resta che ringraziare la cara Lu per l'opportunità che mi ha regalato!

martedì 29 ottobre 2013

Halloween... una streghetta a costo e a tempo zero

Ci siamo... è di nuovo arrivato Halloween e ancora una volta l'amore per la piccola pulce vince sulle convinzioni di una vita... ma come dire no a due occhioni azzurri che ti chiedono "per favore" un vestito da streghetta???
Dopo il solito volo sul web per prendere un po' di ispirazione la lampadina si accende mentre frugo tra i quintali di materiale di vario genere che affollano la mia casa e il mio garage... Comincio a cercare una tshirt nera di quelle da tagliuzzare e invece mi imbatto in una pezza di jersey... vabbeh userò questa visto che non trovo la maglietta del giusto colore, ma vi spiegherò come fare a riciclare la vostra vecchia tshirt per farne un meraviglioso costume per le vostre streghette!
Occorrente:
  • una tshirt nera (o viola) di papà (più è grande e meglio è)
  • Nastro gro alto 5 cm di misura pari alla vita della streghetta più 7/8 cm
  • velcro alto 5 cm circa 5/6 cm
  • pannolenci bianco spesso 5 mm 
  • due bottoni automatici 
  • forbici da sarta
  • colla a caldo
  • ago e filo 
Tagliate la tshirt lungo i fianchi fino a trasformarla in una specie di poncho. Tagliuzzate i bordi in modo da sfrangiarli in modo assolutamente irregolare. Fate provare il poncho alla vostra streghetta e prendete la misura dei fianchi, a questa altezza dovrete cucire i bottoni automatici sugli estremi  a circa 2 cm dal bordo. Questi serviranno per dare una forma al vostro vestito! Dovrete chiudere i due bottoni del lembo anteriore sulla schiena e quelli del lembo anteriore sulla pancia. La parte fondamentale dell'abito è fatta! 
Con il nastro gro farete la cintura, posizionando il velcro ai due estremi, incollandolo con la colla a caldo. 
Sul pannolenci disegnate un grosso teschio, ritagliatelo e incollatelo Sulla cintura a mo di fibbia. Se non trovate un pannolenci spesso, potete usarne uno sottile incollando più strati uno sull'altro (io ho fatto così perchè avevo degli avanzi della casetta sotto il tavolo). Disegnate poi dei piccoli teschi e ritagliateli, incollateli sull'abito come decorazioni... il gioco è fatto! Il vostro costume di Halloween è pronto a costo quasi nullo e in tempo zero!!
Se poi volete qualche idea su come decorare casa vostra per la notte degli spiriti viventi, se siete curiosi di sapere qualcosa di più sulle sue origini, avere delle idee per gestire i piccoli mostri che affolleranno casa vostra... beh fate un tour su BBmag... troverete tutto quello che vi serve e anche qualcosa di più!!
Costume da streghetta a costo e tempo zero!
P.S. Appena la mia piccola streghetta mi concederà una prova ufficiale aggiornerò il post per farvi vedere il costume indossato

martedì 22 ottobre 2013

Pomodori verdi... una marmellata inebriante!

L'autunno è arrivato e le piante dei pomodori stanno morendo, ma qualche frutto immaturo ancora resta ed è un vero peccato buttarlo via! Visto che ne avevo un chilo e non sapevo bene cosa farne ho interpellato la mia mamma che mi ha consigliato di farne una marmellata... purtroppo però non ricordava la ricetta, così ho cominciato a scartabellare per il web, senza però trovare una ricetta che mi soddisfacesse. Così mi sono lanciata in uno dei miei esperimenti pasticciosi e devo dire che il risultato è fenomenale!!!!
Ingredienti:

  • 1 kg di pomodori verdi
  • 250 gr di zucchero di canna
  • 100 gr di miele (il migliore a parere mio è quello di castagno, o comunque uno leggermente amarognolo)
  • 500 gr di limoni biologici
Lavate e pulite i pomodori, poi tagliateli a pezzettini e metteteli in una pentola capiente. Lavate i limoni e spremeteli tenendone un paio interi. Tagliate la buccia di un paio a pezzettini e sbollentatela per qualche minuto in acqua bollente, la polpa tagliatela a cubetti grossolani. Scolate i cubetti e metteteli insieme con i pomodori. Aggiungete lo zucchero e il miele sui frutti e cospargete con il succo dei limoni. Lasciate riposare per 12 ore. Mettete sul fuoco a fiamma non troppo alta e cuocete rimestando di tanto in tanto finchè la consistenza non sia quella corretta (indicativamente un'ora). Invasate in barattoli precedentemente sterilizzati, chiudete ermeticamente e rovesciateli a testa in giù fino al raffreddamento completo in modo da formare il sottovuoto che preserverà la vostra confettura! 
Il gusto di questa marmellata è, come potete immaginare, molto particolare. Solitamente si consiglia di gustarla con le carni bollite, ma io credo che proverò ad usarla per fare una crostata... il gusto acidulo di limoni e pomodori verdi e la dolcezza della pasta frolla credo si sposino alla perfezione! Vi saprò dire...

sabato 3 agosto 2013

Un pesto originale! Ovvero...cosa fare se il basilico non basta!


Stasera tornando dall'orto son passata a casa della vicina e le ho lasciato un po' del mio raccolto... qualche zucchina, qualche fagiolino, una testa di insalata, un po' di basilico... Poi arrivata a casa mi son resa conto che forse ero stata troppo generosa e il mio menù per la cena rischiava drammaticamente di naufragare... avevo previsto pasta al pesto, ma il basilico che mi restava non era sufficiente! Che fare?
Per fortuna Ele è venuta in mio soccorso con il suo raccolto... dovete sapere che ogni volta che andiamo nell'orto lei torna a casa con il suo piccolo tesoro: spezie per le pozioni da dare alle bambole! 
Ho controllato cosa aveva raccolto e c'erano melissa e menta oltre alla salvia... Ho annusato insieme basilico, menta e melissa e ho deciso che si sposano benissimo così... Ho sperimentato una nuova versione di pesto!
Per provare vi serviranno:
  • foglie di basilico (erano circa 50 grammi)
  • foglie di melissa (erano circa 10 grammi)
  • foglie di menta (altrettanti 10 grammi circa)
  • pinoli (10/15 grammi)
  • grana padano o pecorino (20/25 grammi)
  • una fisca d'aglio molto piccola
  • olio Extra Vergine di Oliva (QB)
Lavate per bene le erbette, scolatele e mettetele nel mixer, aggiungete un po' di aglio, il grana tagliato a scaglie, i pinoli e un paio di cucchiai di olio EVO. Frullate il tutto fino a sminuzzare per bene tutti gli ingredienti e se vedete che gli ingredienti non legano aggiungete un po' di olio! 
A seconda di come preferite il condimento, potete lasciare il tutto spezzettato un po' grossolanamente oppure potete frullarlo finchè non diventa una crema omogenea (in questo caso dovrete usare un po' di olio in più)...
Condite la vostra pasta e godetevi questo mix di sapori meraviglioso!
P.S. Lo so che il pesto vero si fa nel mortaio di pietra con il pestello...ma se arrivi a casa alle sette di sera e devi organizzare una cena velocemente... beh il mixer è imbattibile! 


mercoledì 29 maggio 2013

Silenziosa dignità

Passano davanti alla finestra del mio ufficio le comari del paese e le sento bisbigliare: "ma l'as vist? sun giò rivà! Oh che 'ndarmagie!" (hai visto? sono già arrivati! Oh che peccato)... non capisco finchè non vado a zappare il mio orticello e li vedo giocare a pallone in fondo alla strada... sono decine di ragazzi che passano il loro tempo libero in angoli laterali della città, quasi per non disturbare... li vedi andare in giro in bicicletta con il loro giubbino catarifrangente, li vedi al supermercato, puliti, ordinati, sempre composti e silenziosi. Fanno la fila con la spesa in mano e se ti vedono carica ti lasciano il posto con un sorriso. E' difficile sentirli, anche quando giocano laggiù a pallone, non urlano, non schiamazzano...giocano e basta... al mattino una lunga fila di biciclette invade le strade, sono loro, con i giubbini catarifrangenti, che vanno al lavoro, anzi che vanno a vedere se un lavoro ce l'hanno... e alla sera li vedi tornare, sempre pieni di dignità, mai sporchi, mai straccioni. Vivono accampati laggiù in quell'angolo nascosto, aspettando quell'estate che quest'anno fatica a trovare la strada, aspettando che qualcuno abbia bisogno del loro lavoro... sento le comari che passano sotto la finestra e dicono "oh mi signur... che bel prublema ca sun chi lì! Venu sì per travajè, ma travaju pa! a s'fan dè da mangè a spese noste! Oh mi signur... vularia savè chi l'è ca l'ha faje veni... sarà il sindic... saran i lur amis... ma sun propi un bel prublema per nuiauti!" (Oh Signore... che bel problema che sono quelli lì! Vengono qui per lavorare, ma non lavorano! Si fan dare da mangiare a spese nostre! Oh Signore... vorrei sapre che è che li ha fatti venire qui... sarà il Sindaco...saranno i loro amici... ma sono proprio un bel problema per noialtri!)... sento le parole e negli occhi scorrono le immagini di dignità di questi ragazzi che quando finiscono di raccogliere le arance a Rosarno vengono a Saluzzo... migranti della frutta che sperano in un futuro migliore di quello che nei loro paesi li aspetterebbe... gente silenziosa, gente piena di dignità, gente che se non fosse per il diverso colore della pelle forse nessuno noterebbe neppure...

sabato 22 dicembre 2012

Che spago! Seconda puntata...basco o borsa?!


Chi mi conosce sa che quando vado in giro per negozi sono capace di comprare le cose più strane ed economiche perchè ispirata... Qualche tempo fa, mentre facevo la spesa al supermercato con mia figlia mi sono imbattuta in un gomitolo di spago bordeaux che mi ha colpito la fantasia così l'ho comprato. Ovviamente non avevo idea di cosa ci avrei fatto...ma l'ho preso lo stesso!
Oggi vi racconto che cosa è nato dal nostro incontro!
Era qualche giorno che l'uncinetto mi girava per le mani e iniziavo e disfacevo un sacco di cose quando mi è tornato per le mani il gomitolo di spago bordeaux e ho cominciato a lavorarlo un po' per scherzo...
Ho cominciato a fare un primo anello a catenella, poi un primo giro a maglia bassa lavorando due maglie in ogni catenella e poi un secondo giro fatto allo stesso modo... andando avanti mi son resa conto mio malgrado che avevo troppo poco spago bordeaux, ma in casa non avevo nulla di pari spessore, così ho deciso di fare uno dei miei esperimenti che possono far inorridire le crocchettare serie...ho perso lo spago da arrosti e, con lo stesso uncinetto ho continuato a lavorare in modo da creare un cerchio il più piatto possibile,  lavorando prima due maglie in ciascuna maglia sottostante, poi facendolo una maglia sì è una no, poi una si e tre no, alternando anche qualche giro senza aumenti e soprattutto alternando lo spago bordeaux a quello da arrosto in modo da creare un motivo nella tessitura. Arrivata a un diametro sufficiente per quella che pensavo sarebbe diventata una borsa, dopo aver fatto un paio di giri in bordeaux senza aumentare ho cominciato a stringere il lavoro saltando una maglia ogni 5 o 6 che lavoravo... e tra le mie mani ha preso forma un...BASCO! Aiuto doveva essere una borsa... e ora ho fatto un basco che fare?!
Innanzitutto ho chiuso il lavoro facendo 4 giri con lo spago bordeaux senza diminuire in modo da creare un bordo...poi... beh poi ci ho pensato un po' su e ho deciso che la mia sarebbe stata una basco-borsa...
Per cui ho fatto una tracolla lunga con una catenella e un giro a maglia bassa e poi ho decorato il bordo con un fiore lavorato con i due spaghi....
Vedo già i perplessi meditare e pensare:" ma se ha la tracolla non si può usare come basco..."
Uomini di poca fede, invece sì!!!
Basta nascondere la tracolla dentro il cappello e il gioco è fatto!!!
Il regalo di compleanno per la mia sorellina è pronto! (ovviamente scrivo e pubblico solo dopo averglielo consegnato!)

giovedì 6 dicembre 2012

Pandolce con avanzi di pasta madre

Quando rinfresco la pasta madre alle volte esagero e ne ho più di quella che mi serve, spesso l'ho dovuta buttar via, ma mi piange il cuore, così ho cercato nel web spunti per trovare un modo per utilizzarla in modo semplice e veloce! 
Il gruppo di Facebook "La pasta madre" è un'ottima fonte di idee e ricette e anche questa volta ho trovato risposta ai miei quesiti!
Ho trovato un paio di ricette che mi ispiravano, ma erano pensate per la pasta madre liquida (sì un giorno vi parlerò anche di questa, prometto) così prendendo spunto da quelle ho provato a costruirne una ad hoc per Guendalina!
Le dosi che vi do sono ovviamente legate all'avanzo di PM che avevo per le mani, ma è semplice riadattarle alla dose che avete!
  • 300 gr di pm
  • 100 gr acqua
  • 50 gr farina 0 (all'incirca)
  • 1 cucchiaino zucchero
  • 1 cucchiaino miele di castagno
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 1/2 cucchiaino di sale
Sciogliere la  PM nell'acqua fino a formare una crema liscia e densa, aggiungere lo zucchero e il miele (ma se volete potete usare anche solo il mieie), poi piano piano aggiungete la farina fino ad ottenere un impasto compatto, ma un po' appiccicoso. L'impasto lo potete tranquillamente fare usando una forchetta e tanto olio di gomito... io ho usato il robot da cucina che ho appena ottenuto grazie a un baratto, ma solo perchè non vedevo l'ora di metterlo alla prova! Lasciare riposare l'impasto per un'oretta. Scaldare una padella, precedentemente unta con uno scottex imbevuto d'olio, fino a che non diventa rovente.
Con un cucchiaio o una spatola prendere un po' di impasto e posarlo sulla padella. Lo spessore deve essere di un centimetro abbondante, Far cuocere finche non si dora e diventa croccante, poi girare l'impasto e cuocere il secondo lato...servire i paninetti ottenuti caldi accompagnati da marmellata...secondo me sono speciali con la marmellata ci cipolle che ho fatto qualche tempo fa o anche con il formaggio! (il miele di castagno insieme con il formaggio ci va a nozze!)...buona merenda a tutti!!!

martedì 20 novembre 2012

Marmellata di cipolle...ovvero come usare tre diverse ricette e ottenere una delizia!

Qualche tempo fa sull'onda della curiosità avevo chiesto informazioni sulla marmellata di cipolle nel gruppo di Facebook "Great Country House" e come sempre in molti mi hanno risposto...ognuno raccontandomi la sua ricetta preferita...scegliere era impossibile, avevo due possibilità...fare tutte le ricette e scoprire quale era la migliore, riempiendomi però la casa di marmellata di cipolle, oppure provare a creare una mia personalissima ricetta unendo un po' tutte quelle che mi erano state consigliate! Secondo voi... cosa posso aver fatto?!!? Ovviamente ho scelto la seconda possibilità e...che spettacolo di marmellata che ho ottenuto!!
Ok...siete tutti invitati a mangiare pane formaggio e marmellata di cipolle...tanto lo Smaro non gradisce questi gusti troppo esotici!
Ingredienti in pentola prima della macerazione
Ingredienti:
  • 1 kg di cipolle di tropea sbucciate
  • 200 gr di miele di castagno
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 1 mela (ho usato una golden, ma secondo me ci starebbe bene anche una renetta)
  • 2 limoni (succo)
  • zenzero fresco
  • uva passa
  • pinoli
Sbucciate le cipolle e tagliatele a metà. Mettetele in ammollo in acqua fredda e lasciatele riposare per un'ora. In questo modo quando le taglierete a fettine verserete qualche lacrima in meno! Per affettarle io ho usato un tagliaverdure manuale preso qualche anno fa alla Lidl che mi ha di molto velociazzato il lavoro...sennò armati di pazienza prendete il vostro coltello e tagliate a fettine sottili le cipolle, mettendole in una pentola abbastanza capiente. Sbucciate la mela e tagliatela a piccoli cubetti insieme alla cipolla. Pelate una mezza radice di zenzero e mischiatela agli altri ingredienti insieme a una manciata di uva passa. Versate il miele di castagno e lo zucchero di canna sul tutto. Spremete i limoni e versate il succo sopra a tutto. Appoggiate un coperchio sulla pentola e dimenticatevi che esista per almeno 12 ore (sarà un po' difficile perchè le cipolle in macerazione riempiranno la cicuina del loro caratteristico profumo).
Ingredienti in pentola dopo una notte di macerazione
Passato questo periodo noterete che si è formato un bel succo sul fondo della pentola. Accendete il gas e lasciate cuocere a fuoco medio per un'oretta circa, mescolando di tanto in tanto perchè non si attacchi. Quando le cipolle saranno completamente ammollate la marmellata è pronta!Aggiungete un sacchettino di pinoli quando è ancora bollente invasate in piccoli barattoli (ricordate che è una specie di salsa da servire con i formaggi), tappatli e capovolgeteli. Quando si saranno raffreddati avvolgeteli con degli stracci e metteteli in una pentola piena d'acqua. Portate a ebollizione per almeno 20 minuti, poi spegnete e lasciate raffreddare...sentirete i tappi scoppiettare, vorrà dire che il sottovuoto di è formato e che la vostra marmellata si conserverà a lungo! Se preferite la marmellata senza pezzi potete darle una frullatina a cottura avvenuta, aggiungendo dopo uva passa e pinoli.
L'ho mangiata da sola sul pane ed è meravigliosa...l'ho provata con un formaggio erborinato, ma dolce, di capra ed è ottima, l'ho provata su un pecorino e mi è piaciuta...ma la fine del mondo è con un erborinato deciso di mucca... impareggiabile!
Ora... se volete venire a merenda a casa mia vi aspetto!
Marmellata di cipolle spalmata su pane cafone lievitato con pasta madre....una delizia!

giovedì 25 ottobre 2012

Marmellata di zucca e mele grigie

Ciao a tutti! È tanto che non scrivo, ma non perché vi abbia dimenticati...solo che mi hanno rubato il pc e da cellulare è davvero complicato raccontarvi i miei pasticci...
Oggi riesco a usare di straforo un pc così comicio a raccontarvi uno degli esperimenti che ho fatto in questi giorni per farmi passare un po' il nervoso!
Come avrete visto ormai in tutti i negozi di verdura campeggiano zucche di tutte le fogge, così ne ho comprata una con l'idea di preparare una minestra per la mia bambina...ma poi...son stata folgorata e ho deciso di fare un nuovo esperimento...una marmellata!
Così ho cominciato a girare per il web alla ricerca di una ricetta, ma stavolta non ho trovato nulla che mi soddisfacesse, così ho deciso di fare di testa mia!
La zucca mi sembrava troppo dolciastra così ho cercato un gusto un po' acidulo da abbinarci e mi son capitate per le mani delle mele grigie, varietà antica tipica delle mie parti dal gusto acidulo simile a quello delle renette tradizionali...come non provare a mischiare i due sapori?!
Ovviamente prima di decidere se passarvi questa ricetta ho aspettato di poterla assagiare...e siccome mi è piaciuta un sacco...eccola tutta per voi!

Occorrente
  • 650 gr di zucca
  • 350 gr di mele grigie (o renette)
  • 350 gr di zucchero di cannaù
  • 1 limone
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere (o un cubetto di zenzero fresco)
Pelare la zucca e tagliarla a dadini in una pentola, fare lo stesso lavoro con le mele, se si ha lo zenzero fresco aggiungerne un pezzetto, versare lo zucchero sopra i cubetti, spremere il limone e cospargere il tutto col succo. Coprire con un coperchio e lasciare in macerazione per circa 12 ore (ma se sono di più non è un problema). Trascorso il tempo mettere la pentola sul fuoco (magari con una retina spaccafiamma per evitareche si possa bruciare il fondo) e lasciar cuocere per un'ora. Se il composto si asciuga troppo aggiungere un pochino di acqua. A fine cottura, se non siete amanti dei pezzi di frutta con un frullino a immersione frullate bene il tutto. Inserite nei vasetti, precedentemente sterilizzati, ancora bollente, chiudete con i tappi ermetici, girate a testa in giù e lasciate raffreddare.
Se quando girate i barattoli vedete che non sono sottovuoto, avvolgeteli con uno straccio, metteteli in una pentola, coprite di acqua e portate a ebollizione, lasciate sobbollire per 20 minuti, spegnete e lasciate raffreddare...sentirete i tappi schioccare e il sotto vuoto sarà perfetto!
E adesso siete pronti per preparare una fantastica crostata di halloween... buon lavoro a tutti!!! (nel prossimo post che spero di riuscire a scrivere vi racconterò della torta-crostata-di-halloween-per-la-feste-di-scuola che mia ha chiesto la mia piccola...)

domenica 30 settembre 2012

Era una maglietta rovinata, ora è...una borsa per i giochi!

Oggi, causa malattia della piccola ho passato la domenica chiusa in casa, così ho dato libero sfogo alla creatività per cercare di rendere meno noiosa la reclusione! 
Mentre stiravo qualche giorno fa ho notato che una delle magliette preferite di Ele aveva le maniche piene di buchini, così l'ho messa da parte in attesa di trovarle una nuova destinazione... oggi con poche mosse le ho donato nuova vita!
Quest'idea non è farina del mio sacco, avevo visto il progetto su facebook e l'ho fatto mio!
Occorrente: 
  • una maglietta rovinata
  • forbici
  • machina da cucire (o ago e filo)

Tagliare il giromanica partendo leggermente sotto l'ascella, tagliare il collo allargando leggermente l'apertura. Prendere ago e filo (o la macchina da cucire, rivoltare la maglietta e cucire con una cucitura solida i due bordi al fondo. Rigirare sul dritto la maglietta e...Ecco a voi una bellissima borsetta! (fatta con una maglia da adulto può divetare una carinissima borsa per la spesa!)

sabato 29 settembre 2012

Da inutile bottiglia di plastica a... calamite per tende!

L'ho già detto più volte che le bottiglie di plastica sono come il maiale e non si butta via nulla, per cui oggi vi propongo un altro progetto semplice da realizzare ma di effetto: calamite per tende fatte con i fondi delle bottigliette di acqua da mezzo litro.
La premessa a questa mia nuova idea di riciclo è che la scorsa settimana ho cambiato le tende in salotto e mi servivano delle calamite carine per decorarle. 
Ho guardato un po' nei negozi della mia città, ma non ho trovato nulla che mi piacesse e che avesse prezzi abbordabili, per cui ho pensato di provare a farmele da me... Non sapevo bene che materiale uilizzare, ma volevo qualcosa che potesse stare bene su delle tende leggere...dapprima pensavo a dell'organza da comporre in un fiore, ma non ero molto convinta perchè mi dava l'idea che si sarebbe persa tra l'organza delle tende...poi casualmente l'occhio mi è caduto su un fiore che avevo fatto tempo fa col fondo di una bottiglia grossa di plastica e improvisamente il progetto si è fatto strada nella mia testa!
Partiamo con l'occorrente:
  • bottiglie da mezzo litro di plastica (tante quante calamite volete fare)
  • calamite doppie (meglio se non piccolissime)
  • un nastro (calcolate circa 15 cm per calamita)
  • un bottone (o una perla grossa o un pezzo di feltro o...)
  • forbici
  • accendino o candela
  • pistola per colla a caldo 
Cominciate tagliando la bottiglia a circa tre quarti dell'altezza e poi dividendola in spicchi seguendo i dossetti che ci sono sul fondo. Con le forbici arrotondate le cime degli spicchi dandogli la forma di petali.
Prendete l'accendino o la candela e passatela vicino a ogni petalo fino a fonderlo alla maniera desiderata. 
Finito il fiore scaldate la pistola per la colla a caldo e, quando è pronta, incollate il nastro all'esterno delle due calamite e lasciate raffeddare. Prendete il bottone o la perla e incollatelo all'interno del fiore. Incollate il fiore alla calamita e...il gioco è fatto! Aspettate solo che la colla si sia asciugata bene prima di usare le vostre nuove calamite super-riciclose e schiccose!


domenica 23 settembre 2012

ricetta veloce per le meringhette...ovvero come ti riciclo gli albumi!

Come promesso vi scrivo come potete riciclare gli albumi che avanzavano con la ricetta del Pan Brioche!
Questa ricetta per le meringhe l'ho presa direttamente dal mitico manuale "La cucina  Italiana" regalo di nozze strausato e, nonostante l'avvento di internet e dei magnifici blog di cucina, ancora molto valido e utile.
Occorrente:
  • albumi (nella fattispecie ne avevo 2 e mezzo)
  • acqua
  • zucchero


Mettere gli albumi in una terrina grande abbastanza per poterli contenere quando saranno montati.Preparare uno sciroppo di zucchero mettendo sulla fiamma bassa un pentolino con un bicchiere abbondante di acqua e 2 - 3  cucchiai di zucchero, mescolando di tanto in tanto finchè lo zucchero non è ben sciolto.
 Spegnere il gas e lasciar raffreddare. Cominciare a lavorare gli albumi con la frusta elettrica a bassissima velocità. Dopo qualche minuto cominceranno a crescere e prima assomiglieranno alla schiuma dello shampoo, poi piano piano diventeranno più bianchi e solidi, a questo punto bisognerà aggiungere lo sciroppo versandolo lentamente, in piccole dosi continuando a montare con le fruste elettriche aumentando leggermente la velocità. Lo sciroppo va aggiunto finchè il composto non sarà montato a neve molto dura.
A questo punto prendete una leccarda da forno e coprite il fondo con cartaforno, accendete il forno a 50° e, se avete una sac a poche riempitela con una parte del composto e cominciate a fare le meringhette. Se non avete la sac a poche potete usare un cucchiaino (quelle che vedete in foto soo fatte così). Infornate e dimenticatevi delle vostre meringhette per almeno un paio d'ore. Saranno pronte quando saranno ben secche, non temete che cuociano troppo...più stanno in forno e più restano croccanti!


sabato 22 settembre 2012

Pan brioche per il papà! (con pasta madre)

Rieccomi! Sono rientrata dalle ferie ormai da 20 giorni, ma scrivere un post è stato fino ad oggi un lusso che non riuscivo a permettermi...riordina il materiale da campeggio, comincia a preparare la casa per il freddo che tra poco arriverà, concentrati sul lavoro, insomma fino ad oggi non son riuscita a concedermi il piacere di raccontarvi dei miei ultimi pasticci, anche se, ho fatto un sacco di bozze di post e un sacco di foto...per cui preparatevi...a breve arrivaeranno un po' di ricette, idee, pasticci di tutti i generi!!
Comincio con la ricetta per una colazione super golosa per babbo Smaro, che ho trovato sul gruppo facebook "la pasta madre" (che consiglio a tutti i cultori di pasta madre e non perchè è pieno zeppo di ricette golosissime!)
Questa ricetta è proposta da una delle iscritte e io l'ho realizzata usando Guendalina, che nonostante sia rimasta in frigo per 15 giorni mentre eravamo in ferie, non mi ha tradita e continua a dare il meglio di sè!
Occorrente:
  • 180 gr di pasta madre solida (120 di PM liquida)
  • 200 gr di farina manitoba (ma io ho usato la 0 che avevo in casa)
  • 200 gr di farina 00
  • 40 gr di zucchero (secondo me è meglio metterne 70/80 se si vuole fare un pane un po' più dolce adatto alla colazione)
  • 70 gr di burro morbido
  • 220 ml di latte con PM solida (200 ml con PM liquida)
  • 3 tuorli (ma non buttate gli albumi mi raccomando! Metteteli in una ciotolina e se nn avete tempo subito riponeteli in frigo coperti)
  • un cucchiaino di miele o di malto
  • mezzo cucchiaino di sale
  • scorza grattugiata di un limone non trattato
Per l'impasto io ho utilizzato la macchina del pane per praticità, ma si può tranquillamente fare anche a mano.
Mettere latte e pasta madre nella macchina del pane e far sciogliere per bene, aggiungere i tuorli d'uovo sbattuti e lasciare che il tutto si mescoli per bene, aggiungere il miele o il malto e piano piano la farina e la buccia grattugiata di limone. Dopo qualche minuto il sale e dopo qualche minuto ancora il burro tagliato a piccoli dadini. Lasciare che la macchina del pane lavori l'impasto per tutto il tempo previsto dal programma
 (se si impasta a mano impastare finchè non si ottiene un risultato liscio e omogeneo). Lasciar lievitare per un paio d'ore in luogo tiepido (io l'ho lasciato dentro la MDP. Preparare una teglia da plumcake.
Lavorare delicatamente l'impasto fino a fomare un filone lungo il doppio della teglia, piegarlo in due e lasciarlo lievitare per una decina d'ore (controllate anche ad occhio come procede la lievitazione) coperto con un canovaccio. Trascorso il giusto tempo accendere il forno e portarlo a 200°, possibilmente mettendo una teglia con dell'acqua sul fondo (il vapore aiuta a mantenere una consistenza morbida), mentre si aspetta che arrivi in temperatura, la ricetta originale dice di spennellare con una miscela di tuorlo e latte e cospargere con la granella di zucchero, ma io ho provato a spennellare con una piccola parte dell'albume avanzato e cosparso con zucchero di canna... Finiti gli ultimi ritocchi cuocere per 25 - 30 minuti, abbassando la temperatura a 190° verso fine cottura.

Il commento dello Smaro alla prima fetta (ovviamente mangiata ancora calda) è stato: "ma ha lo stesso gusto delle brioches del panettiere di quando ero bambino!! è buonissimo!"
Ricetta promossa, con richiesta di replica settimanale!!

Ah...dimenticavo...per gli albumi avanzati che vi ho detto di non buttare arriva presto una ricetta velocissima per trasformarli in una delizia (che a casa mia è finita in circa 10  minuti spazzolata dalla ma bimba solitamente poco propensa ad assaggiare cose "particolari"



mercoledì 1 agosto 2012

Uno sfogo


Valle Maira - Campo base
estate 2010

Oggi nessuna autoproduzione... solo una riflessione su una cosa che mi amareggia molto.. ovvero la scarsa attenzione che abbiamo noi italiani nel valorizzare la nostra terra.
Ogni anno con i miei genitori e le mie sorelle cerchiamo di regalarci un weekend di vacanza tutti insieme. Siccome siamo tutti amanti del campeggio itinerante, ma non riusciamo mai ad organizzare per più di un paio di giorni cerchiamo sempre mete molto vicine. Quest'anno, complice anche il fatto che la mia sorellina doveva partire per il campeggio scout (come capo eh), che sarà in Val Casotto, abbiamo cercato un posto vicino alla sua meta. A quanto pare in zona esiste un unico camping a San Giacomo di Roburent, per cui è lì che siamo andati ed è lì ho avuto la conferma che noi italiani teniamo veramente poco a dare buona impressione di noi....
Questo campeggio è l'unico nel raggio di molti chilometri (e già qui ci sarebbe da riflettere) e anzichè presentarsi pulito e ordinato e dare a dei nuovi avventori delle piazzole civili in modo da far loro venire voglia di tornarci... beh li piazza su uno spiazzo sassoso e assolato, su piazzole delimitate da mattoni di cemento (ma ben vicine al bar), con bagni a dir poco vetusti (anche se discretamente puliti onor del vero)... sistemazione che avrei potuto capire se non ci fossero stati più altri posti disponibili, ma a pochi metri di distanza c'erano piazzole ombrose e molto più gradevoli assolutamente deserte! La cosa più sgradevole però è stato il conto... assolutamente spropositato rispetto a ciò che veniva offerto.


Saluzzo - Piazza Vineis
Una carovana suona in piazza creando un incredibile momento di festa
Estate 2012

Ma a deludermi non è stato solo il campeggio! Anche san Giacomo di Roburent mi ha dato la sensazione di un paese che poco tiene a mostrare se stesso e le sue bellezze nel migliore dei modi. Sicuramente l'edilizia selvaggia degli anni settanta non giova a migliorare l'aspetto di un paesino di montagna, ma se il poco che è rimasto fosse un po' meglio valorizzato... C'è una chiesetta progettata dal Gallo (architetto che nella nostra zona ha realizzato parecchie chiese agli inzi del '700) che sarebbe molto carina e piacevole da visitare, ma che se non sei curioso nessun cartello ti invita a vedere! In compenso grandi cartelli ti invitano al circo o nel negozio che fa le offerte migliori...e se vuoi passeggiare lo devi fare facendo una ginkana tra le macchine!
Devo ammetere però che il parco giochi del paese è veramente carino e che con i lavori che stanno facendo sembra diventerà molto bello, almeno i piccoli potranno godere di uno spazio piacevole e dedicato completamente a loro...

Valcasotto - Bar formaggeria - Estate 2012

La cosa che mi ha intristito molto chi passa per caso in questo posto sicuramente non è invogliato a ritornarci dopo essere stato spennato una volta!
Nella vicina Francia (dove anche il più insificante dei comuni ha un suo piccolo campeggio municipale) si trovano piccoli angoli di paradiso dove tutto è ben tenuto, dove l'ospite non è fatto sentire come il turista da spennare (anche se poi, vista l'accoglienza la voglia di spendere un po' ti viene) e dove il patrimonio paesaggistico e culturale è messo in risalto e non nascosto, fino anche ad eccessi opposti!
Penso che se imparassimo dai nostri vicini francesi (che spesso dileggiamo) a valorizzare il posto in cui viviamo, ad accogliere il turista come un ospite e non come un pollo da spennare, se arrivassimo a capire che un campeggiatore non è un turista di serie B e che se gli si offrono aree per sostare con il camper o con la tenda piacevoli, si fermerà nella nostra città e poi ne parlerà ad altri, avremmo una grandissima opportunità sia economica che culturale... Chissà che questa crisi possa insegnarci ad amare un po' di più quello che abbiamo e che non vediamo!
Scusate il post un po' noioso...ma sentivo davvero il bisogno di sfogarmi!