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domenica 1 settembre 2013

Cracker con pasta madre...ovvero come rimettere al lavoro Guendalina dopo le ferie!

Appena rientrata dopo 15 giorni di ferie ho aperto la porta del frigo e salutato Guendalina... Quest'anno non c'era nessuno a casa a cui affidarla, per cui ho deciso di provare a lasciarla in frigo, sperando che non patisse troppo la solitudine e l'inattività!
Ma adesso la devo assolutamente coccolare un po' per cui per un po' di giorni penso che la rinfrescherò spesso, anche se non ho modo di panificare...
Come sempre mi viene a tristezza a buttare via la parte in eccesso per cui... beh, stavolta ho provato a fare i cracker visto che in vacanza la Piccola Pulce ha scoperto di gradirli molto!
In giro per il web ho trovato un sacco di ricette interessanti e molto simili tra loro e come sempre ho preso spunto un po' da tutte per il mio esperimento...


Ingredienti:

  • 200 gr pasta madre (anche non rinfrescata)
  • 100 gr farina semintegrale (ma potete usare anche una farina 0)
  • 35 gr di acqua
  • 20 gr di olio
  • 3 gr di sale 
In una ciotola sciogliete il lievito con l'acqua, poi aggiungete la farina, l'olio e il sale impastando fino ad ottenere un impasto compatto e omogeneo. Se l'impasto dovesse risultare troppo appiccicoso e colloso aggiungete una manciata di farina fino a ottenere il risultato voluto.
Riponete il panetto in una ciotola e coprite con la pellicola trasparente. Lasciate riposare per un ora abbondante.
Passato il periodo accendete il forno per portarlo a 180°.
Mettete un foglio di carta-forno delle dimensioni della leccarda del forno sulla spianatoia infarinatelo leggermente e stendete con il mattarello l'impasto fino ad ottenere una sfoglia alta non più di 2 millimetri. Con un coltello o una rotella tagliate la pasta in rettangoli della dimensione desiderate, poi con i rebbi di una forchetta bucherellate tutta la superficie... i cracker sono pronti per essere infornati. Se volete potete cospargerli con semini di sesamo o spezie, ma sinceramente vi consiglio di aggiungere eventuali ingredienti già nell'impasto in modo che diano più gusto...
Prelevate dalla spianatoia la carta forno e posatela sulla leccarda. Infornate per 10/12 minuti fin quando i vostri cracker non si siano dorati appena appena... Attenzione a non lasciarli troppo a lungo perchè si bruciano molo facilmente!
Lasciateli raffreddare e...se ne avanza qualcuno... riponeteli in un barattolo a tenuta ermetica: si conserveranno a lungo, ma temo che li finirete molto prima che possano andare a male!
Ah...la prossima volta penso che li arricchirò con i pomodorini essiccati del mio orto!

giovedì 8 agosto 2013

E quest'anno dove andremo?


Chi mi legge da un po' di tempo sa che per noi le vacanze sono vagabonde... Forse ricorderete come ho adattato il cofano della macchina trasformandolo nel nostro piccolo camper, in modo da poter andare anche in capo al mondo in maniera decisamente economica...
Attrezzati, siamo attrezzati, magari dobbiamo dare una spolverata al nostro equipaggiamento, ma insomma siamo quasi pronti a partire! Il problema però è... Quest'anno dove andremo?!
Ogni estate, verso la fine delle ferie, lo Smaro ed io cominciamo a fantasticare sulle mete che vorremmo raggiungere l'anno successivo, un anno a settembre avevamo praticamente già tracciato l'itinerario delle vacanze dell'anno successivo! Unico neo... l'anno successivo abbiamo dovuto scegliere una meta diversa perchè il tempo inclemente ci ha fatto desistere... insomma..va bene vagabondi e tendisti per passione...ma abbiamo con noi una bambina e mica la possiamo far morire assiderata!
Così tutti gli anni immancabilmente sogniamo mete da raggiungere l'anno successivo, magari ci compriamo anche la guida del paese che vorremmo raggiungere e poi... all'ultimo ci tocca cambiare! Per fortuna siamo abbastanza flessibili da non scomporci mai troppo!
Quest'anno però.. insomma è stata più dura degli scorsi anni! Fino a 20 giorni fa si gelava in tutto il Sud Europa e si moriva di caldo al Nord... Insomma lo Smaro, che non ama né il caldo, né il mare era in crisi e io con lui... avevo sognato l'Austria, ma guardando le previsioni a lungo termine la situazione era sconfortante!
Che fare?! Se con noi non ci fosse la piccola Pulce, probabilmente avremmo deciso dove andare il mattino del 16 agosto dopo aver caricato la macchina con tutto l'equipaggiamento, ma alcune esperienze passate ci hanno insegnato che con un bambino a bordo è decisamente meglio sapere dove si andrà a dormire e avere la certezza di un letto in albergo o di un campeggio prenotato... E quindi?! Mannaggia, dove possiamo andare quest'anno?! I giorni passano e noi non troviamo una meta che ci soddisfi...
Le temperature salgono alle stelle e cominciamo a ripensare alle vacanze sognate per qualche anno fa in Alsazia e Germania... ricerchiamo tutti i campeggi che avevamo adocchiato, rivediamo il nostro programma e lo adattiamo alle esigenze di una cinquenne... dai... controlliamo il meteo... NOOOOOOOOOOOOOO.... temperature in crollo dal 10 di agosto... massima a 20°, minima a 12°.... ehm... pensare di campeggiare con una tenda, mangiando all'aria aperta è un po' improbabile, l'abbiamo fatto un anno (in Croazia) e al secondo giorno abbiamo dovuto piegarci e andare a mangiare al ristorante tutte le cene... decisamente anti-economico! Le nostre vacanze si sono accorciate di un paio di giorni per questo! E quindi??
Per fortuna internet è davvero una fonte di idee quasi inesauribile... Apriamo ancora una volta Google Maps... diamo un' occhio alle distanze... quest'anno vorremmo restare sotto i mille chilometri da casa... L'occhio ci cade ancora una volta sulla Francia, paese tremendamente vicino a noi e meravigliosamente attrezzato per campeggiatori vagabondi con e senza prole al seguito. Campeggi comunali low-cost, ben tenuti e senza tutti i fronzoli che noi amiamo poco... ci basta un piccolo parco giochi ed eventualmente una piscinotta! Insomma ma visto che al Nord le temperature sono date in picchiata e sulla costa mediterranea a ferragosto non c'è spazio neppure per uno spillo... dove possiamo andare?
Mappa dei campeggi comunali, siti turistici regionali e locali, voglia di fare una vacanza rilassante, ma non troppo lontana da qualche cittadina interessante e da qualche parco naturale...ecco... trovato!!! Quest'anno andiamo a vedere quel pezzo di Provenza che ancora ci manca e poi ci dedicheremo alla scoperta di un pezzo di Languedoc e Roussilon...
Sì, al rientro vi racconterò com'è il campeggio che abbiamo scelto, a Cavaillon, vicino ad Avignone e sicuramente troverò il modo di annoiarvi con le foto di tutto ciò che abbiamo visto e con i mille spunti per nuovi pasticci che sono riuscita a catturare... Per ora mi urgeva solo di dirvi... che in fondo l'importante quando si deve scegliere dove andare è farlo giocando, sognando un po' i giorni di meritato riposo e divertendosi anche a cambiare meta all'improvviso!





sabato 3 agosto 2013

Un pesto originale! Ovvero...cosa fare se il basilico non basta!


Stasera tornando dall'orto son passata a casa della vicina e le ho lasciato un po' del mio raccolto... qualche zucchina, qualche fagiolino, una testa di insalata, un po' di basilico... Poi arrivata a casa mi son resa conto che forse ero stata troppo generosa e il mio menù per la cena rischiava drammaticamente di naufragare... avevo previsto pasta al pesto, ma il basilico che mi restava non era sufficiente! Che fare?
Per fortuna Ele è venuta in mio soccorso con il suo raccolto... dovete sapere che ogni volta che andiamo nell'orto lei torna a casa con il suo piccolo tesoro: spezie per le pozioni da dare alle bambole! 
Ho controllato cosa aveva raccolto e c'erano melissa e menta oltre alla salvia... Ho annusato insieme basilico, menta e melissa e ho deciso che si sposano benissimo così... Ho sperimentato una nuova versione di pesto!
Per provare vi serviranno:
  • foglie di basilico (erano circa 50 grammi)
  • foglie di melissa (erano circa 10 grammi)
  • foglie di menta (altrettanti 10 grammi circa)
  • pinoli (10/15 grammi)
  • grana padano o pecorino (20/25 grammi)
  • una fisca d'aglio molto piccola
  • olio Extra Vergine di Oliva (QB)
Lavate per bene le erbette, scolatele e mettetele nel mixer, aggiungete un po' di aglio, il grana tagliato a scaglie, i pinoli e un paio di cucchiai di olio EVO. Frullate il tutto fino a sminuzzare per bene tutti gli ingredienti e se vedete che gli ingredienti non legano aggiungete un po' di olio! 
A seconda di come preferite il condimento, potete lasciare il tutto spezzettato un po' grossolanamente oppure potete frullarlo finchè non diventa una crema omogenea (in questo caso dovrete usare un po' di olio in più)...
Condite la vostra pasta e godetevi questo mix di sapori meraviglioso!
P.S. Lo so che il pesto vero si fa nel mortaio di pietra con il pestello...ma se arrivi a casa alle sette di sera e devi organizzare una cena velocemente... beh il mixer è imbattibile! 


mercoledì 29 maggio 2013

Silenziosa dignità

Passano davanti alla finestra del mio ufficio le comari del paese e le sento bisbigliare: "ma l'as vist? sun giò rivà! Oh che 'ndarmagie!" (hai visto? sono già arrivati! Oh che peccato)... non capisco finchè non vado a zappare il mio orticello e li vedo giocare a pallone in fondo alla strada... sono decine di ragazzi che passano il loro tempo libero in angoli laterali della città, quasi per non disturbare... li vedi andare in giro in bicicletta con il loro giubbino catarifrangente, li vedi al supermercato, puliti, ordinati, sempre composti e silenziosi. Fanno la fila con la spesa in mano e se ti vedono carica ti lasciano il posto con un sorriso. E' difficile sentirli, anche quando giocano laggiù a pallone, non urlano, non schiamazzano...giocano e basta... al mattino una lunga fila di biciclette invade le strade, sono loro, con i giubbini catarifrangenti, che vanno al lavoro, anzi che vanno a vedere se un lavoro ce l'hanno... e alla sera li vedi tornare, sempre pieni di dignità, mai sporchi, mai straccioni. Vivono accampati laggiù in quell'angolo nascosto, aspettando quell'estate che quest'anno fatica a trovare la strada, aspettando che qualcuno abbia bisogno del loro lavoro... sento le comari che passano sotto la finestra e dicono "oh mi signur... che bel prublema ca sun chi lì! Venu sì per travajè, ma travaju pa! a s'fan dè da mangè a spese noste! Oh mi signur... vularia savè chi l'è ca l'ha faje veni... sarà il sindic... saran i lur amis... ma sun propi un bel prublema per nuiauti!" (Oh Signore... che bel problema che sono quelli lì! Vengono qui per lavorare, ma non lavorano! Si fan dare da mangiare a spese nostre! Oh Signore... vorrei sapre che è che li ha fatti venire qui... sarà il Sindaco...saranno i loro amici... ma sono proprio un bel problema per noialtri!)... sento le parole e negli occhi scorrono le immagini di dignità di questi ragazzi che quando finiscono di raccogliere le arance a Rosarno vengono a Saluzzo... migranti della frutta che sperano in un futuro migliore di quello che nei loro paesi li aspetterebbe... gente silenziosa, gente piena di dignità, gente che se non fosse per il diverso colore della pelle forse nessuno noterebbe neppure...

sabato 25 maggio 2013

A tutto sughero


Sul web avevo visto un sacco di cose carine fatte con i tappi e mi frullava per la testa un progetto da molto tempo, per cui quando nel mio gruppo di baratto un'amica scrive di avere molti tappi di sughero a disposizione, non esito a chiederle di tenerne un po' per me... 
Che meraviglia quando, aprendo il super pacco di Deborah, ho trovato un intero sacco pieno di tappi tutti per me!!!
Lo so che posso sembrare pazza (e forse un po' lo sono), ma vedere quel mucchio di sughero è stato come vedere un blocco di marmo per uno scultore... ho cominciato a vedere tutte le potenzialità di quello che avevo per le mani e una marea di immagini hanno affollato la mia mente!
Il progetto iniziale è stato temporaneamente accantonato per svuotare un po' la mente di tutte quelle idee che la stavano affollando e armata di  un coltello di ceramica ho cominciato ad affettare tappi... prima ho fatto un bel mucchietto di cerchietti, poi ho pensato di tagliarli per il lungo per creare dei rettangoli, poi.... dei trapezi e dei triangoli.... insomma ho affettato tappi per un paio di sere, mentre lo Smaro mi guardava perplesso e la piccola Pulce aspettava ansiosa di capire dove diavolo volevo arrivare... 
Non osavo dire loro che neppure io sapevo esattamente dove stavo andando... ma continuavo con meticolosa passione ad affettare. Quando ho deciso che avevo pezzi a sufficienza ho riposto il coltello di ceramica, restituendolo al suo ruolo di indispensabile oggetto in cucina, ho aperto la scatola del materiale creativo e ho studiato cosa prendere... bottoni... tanti bottoni... in legno, ma anche colorati, poi... perline luccicanti, perline nei toni del marrone....e poi, beh, visto che in testa avevo orecchini e collane un po' di monachelle, di anellini, di catenelle e di chiusure... 
Pistola per colla a caldo accesa e viaaaaa spazio alla fantasia!!!










mercoledì 22 maggio 2013

Focaccine al farro con lievito madre

Sabato pomeriggio pioveva a dirotto...tanto per cambiare! Così per cercare di combattere la noia ho cominciato ad impastare un po', avevo voglia di fare qualcosa di un po' diverso dal solito, così mi sono messa a girare sulle ricette del gruppo facebook sulla pasta madre e mi sono imbattuta in un link che mi ha incuriosita: le focaccine la latte di Fables de Sucres. 


Ricordavo di aver già provato la loro ricetta di focaccia alle patate che era venuta una meraviglia per cui ho deciso di provare quella, ma ormai mi conoscete... non ce la faccio proprio a non improvvisare, per cui quando mi son trovata tra le mani la farina di farro...beh nella mia testa le due ricette si sono fuse dando origine a un esperimento decisamente ben riuscito!




Vi serviranno:
  • 125 gr di pasta madre rinfrescata (Guendalina)
  • 300 gr di farina 0
  • 250 gr di farina di farro
  • 350 gr di latte
  • 100 gr di patate (una patata media)
  • 25 gr di olio EVO
  • 15 gr di sale
Per prima cosa bisogna lessare la patata e poi schiacciarla, poi bisogna sciogliere il  lievito madre nel latte con un cucchiaino di miele (o di zucchero), aggiungere le farine miscelate e la patata, impastare, inserire l'olio e farlo assorbire, infine mettere il sale.
Finito l'impasto coprire a campana e lasciare lievitare per circa un'ora poi procedere con delle pieghe leggere, rimettere n una ciotola e coprire con la pellicola, far lievitare fino al raddoppio.
Dividere in panetti e dare la forma alle focaccine schiacciandole con la punta delle dita per dare la caratteristica forma della superficie. Lasciarle lievitare fino al raddoppio (ma confesso che sabato faceva davvero troppo freddo e non sono cresciute del tutto!) coperte da pellicola in modo che la superficie non secchi.
Accendete il forno e portatelo a 180°. Spennellate la superficie con una soluzione di acqua e olio. Versate qualche goccia di olio EVO sulla superficie e spruzzate di sale grosso.
Infornate e fate cuocere per circa 20 minuti....
Quando le tirerete fuori sarà dificile dar loro il tempo di raffreddarsi!
Buon Appetito!

lunedì 20 maggio 2013

Da inutile bottiglia di plastica a... gioelli per una serata importante!


Come ormai avete capito le bottiglie di plastica riescono davvero ad ispirarmi un sacco di cose... il PET fuso mi ricorda il vetro con il grosso vantaggio di pesare pochissimo per cui di permettere l'uso di molto materiale per creare un effetto particolare... Proprio per questo quando ho per le mani una bottiglia vuota e un paio di forbici comincio a smembrarla e a tagliuzzarla per fare un po' di scorta di materiale... se il tempo è tanto mi dedico da subito alla fusione, se è poco metto da parte i pezzi che ho ricavato, nella speranza di riuscire a finire il lavoro in tempi non biblici...


Ultimamente poi, ispirata dal blog IsLaura ho fatto diversi esperimenti con la plastica fusa nel forno...

In molti mi hanno parlato del Polyshrink e del fatto che lo si ottiene fondendo nel forno la plastica nr.6, ma sfogliando i post di Laura ho visto che lei in forno ci mette un po' tutta la plastica... Vuoi non provare??? No, la tentazione è troppa! Così con sommo orrore dello Smaro ecco che mi metto per l'ennesima volta a rovistare nella spazzatura e a leggere tutti i numerini sotto i più disparati contenitori, ne selezioni alcuni e li divido per tipologie...poi forbici alla mano comincio a tagliuzzare...
La plastica nr. 6 (in genere quella dei vasetti di yogurt o dei contenitori delle gastronomie) provo a disegnarla con cose molto semplici visto che con la matita sono una grandissima capra... Buco con la mia mitica pinza Prym tutti i quadratini che ho tagliuzzato e in parte dipinto e accendo speranzosa il forno, impaziente che raggiunga i 170°. Intanto prendo una teglia e la rivesto di carta forno, poi dispongo i pezzettini in modo che non si sovrappongano e... via apro il forno e incrocio le dita... lascio uno spiraglio aperto e controllo inebetita cosa succede (non vi dico come mi guardava lo Smaro nel frattempo) e... oddio magicamente la plastica numero sei si ariccia, si distende e si RESTRINGE! La plastica delle bottiglie invece si arrotola su se stessa... Oooooo che meravigliosa meraviglia! Ora non mi resta che comporre nuovi gioielli! Così nottetempo, complice il silenzio e la solitudine comincio a aprire le mie innumerevoli scatolette di minuteria e a pasticciare un po'... tutto quello che vedete nelle foto è il risultato dei miei esperimenti!